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2° Giorno
Inerte.
Senza movimento apparente.
Tutto è così immobile.
Un lampo, una vivida luce e tutto scompare.
Dagli occhi semichiusi filtrano lampi abbaglianti e le mascelle non fanno più male: non le sento più.
Non sento più niente, sono completamente distaccato.
Tempo.
Di nuovo immobile non scorre, fermo ed impassibile a frenare impulsi ed idee.
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3° Giorno
Non ho avuto il coraggio.
Era troppo doloroso persino pensarci. Non ci riuscivo.
Sono passati quattro anni, ma è la prima volta che vengo qui,
in questi giardini dove il silenzio è carico di ricordi, a volte
struggenti, a volte
Il profumo dei glicini si miscela a quelli più forti dei fiori
recisi.
Una rosa ormai regge a stento i suoi ultimi petali, mentre uno di essi
stacca lentamente e si abbandona nel vento.
No, non è facile venire qui ed essere.
In quei giorni perduti a rincorrere il vento, ad inseguire ciò
che non voleva essere inseguito.
Un giorno qualunque, un giorno come tanti, vissuto tra gente qualunque,
inseguendo qualcosa, senza dolore e senza rimpianti, ascoltando solo il
suono dei tasti, percossi con furia quasi struggente; tra colori nauseabondi
e difficoltà espressive; tra sentieri muschiati ed albe cangianti;
tra ululati ed urla, tra dolore e sangue, tra
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